Digital Media Center

Digital Media Center  Bari, Italy

Il progetto del Centro di produzione per il cinema digitale a Mola di Bari si compone attorno a due temi: costruire un complesso che, attraverso la riqualificazione di alcuni edifici preesistenti, assolva funzioni tecnologicamente molto avanzate e ottenere al contempo un’immagine architettonica capace di promuovere il Centro e renderlo riferimento per la produzione digitale a livello internazionale.
Il progetto tiene conto sia della preesistente struttura sia del sito. Queste parti architettoniche divengono un unico progetto, nel rispetto dell’architettura già esistente, coniugando architettura e natura in un sistema di segni e tessiture e dando origine a un complesso che, evocando la presenza del bellissimo Castello Angioino, si organizza come una sorta di “anti-polo”. L’immagine realizzata, infatti, trova eco nella memoria dell’antica Fortezza Angioina ed è radicata al suolo attraverso un sistema di elementi naturali che riorganizzano e mettono a sistema il nuovo complesso.  Una serie di falde verdi ricopre gli originali Padiglioni del Mattatoio creando nuovi spazi, mentre l’edificio centrale, totalmente ripensato e avvolto con una nuova pelle semi-traforata, diviene il teatro di posa. L’inserimento dell’acqua all’interno dell’area, tramite alcune “incisioni” nella linea di costa, lascia fluire il mare tra gli edifici con il preciso intento di “misurare” la distanza tra questi, e isolare lo stesso teatro di posa che, galleggiando su di uno specchio d’acqua, emerge come una lanterna luminosa nel nuovo complesso segnalandone la nuova vita.

The project of the Digital Cinema Production Centre in Mola di Bari consists of two themes: building a complex that, through the redevelopment of some pre-existing buildings, performs very advanced technological functions and at the same time obtain an architectural image capable of promoting the Centre and making it a reference for digital production at international level.

The project considers both the existing structure and the site. These architectural parts become a single project, respecting the existing architecture, combining architecture and nature in a system of signs and textures and giving rise to a complex that, evoking the presence of the beautiful Castello Angioino, is organized as a kind of “anti-pole”. The image created, in fact, is echoed in the memory of the ancient Angevin Fortress and is rooted on the ground through a system of natural elements that reorganize and systematize the new complex.  A series of green pitches covers the original Pavilions of the Slaughterhouse creating new spaces, while the central building, totally redesigned and wrapped with a new semi-perforated skin, becomes the stage. The insertion of water within the area, through some “incisions” in the coastline, allows the sea to flow between the buildings with the precise intent of “measuring” the distance between them, and isolate the same theater that, floating on a body of water, emerges as a luminous lantern in the new complex signaling its new life.

 

Credits: Design Architects: Tstudio | Associates: Studio Ferrari