ARCHITECTS MEET IN SELINUNTE | PLAY WITH IDENTITIES

Playing with identities
Tutto è storia, tutto è contemporaneo
Nei momenti caratterizzati da incertezze, è buona strategia mettere in gioco la propria identità. Scoprire la nostra ricchezza fatta di sfaccettature e pluralità di punti di vista. E così reagire creativamente. Attivando un approccio responsabile, e quindi radicato nella storia, perché tutto lo è. Un atteggiamento aperto alle sfide della contemporaneità, perché tutto è sfida del presente e nel presente.
Inutile insistere con modelli datati, rigidi, globali e onnicomprensivi.
Lo vediamo negli interventi nei centri storici, dove l’innesto di nuove attività e matrici formali, come nel caso di Favara, produce spazi ed eventi in grado di riqualificare l’esistente.
Lo vediamo nelle scelte linguistiche del progetto di Rem Koolhaas per la Fondazione Prada che insieme accetta e rifiuta l’adesione a modelli precostituiti, con un eclettismo di approccio insieme colto, leggero e sofisticato.
Lo vediamo nei sistemi aperti e al limite effimeri, come la struttura a Norcia progettata dallo studio Boeri, sequestrata e dissequestrata perché né smontabile, né fissa.
Lo vediamo nel modo nuovo di concepire il rapporto tra preesistenze archeologiche e interventi che le valorizzino e le rendano fruibili al pubblico.
Lo vediamo nello svilupparsi della coscienza ambientale ed ecologica che fa sì che tutto sia visto come architettura, spostando l’attenzione dall’oggetto edilizio alle nuove relazioni che ogni intervento sulla città e sullo spazio viene a creare.
Lo vediamo, infine, nell’uso sempre più diffuso di nuovi materiali e di nuove tecniche costruttive, con prevalenza di quelle più duttili, rapide ed efficaci. Come per esempio il legno che sta prendendo il posto del ferro, che aveva stimolato la fantasia dei maestri del Movimento Moderno.
Quando si gioca con le identità, occorre per un momento sospendere il giudizio formale – è bello, è brutto, è originale, è riciclato- e ragionare invece sulle strategie sottostanti. Per capire se i diversi strumenti messi a punto dai diversi progettisti siano efficaci, aprano nuove prospettive di azione o siano semplici opere magari eleganti ma chiuse in sé stesse. Siano, insomma, in grado di diventare oggetto di una nuova storia, che è quella della nostra contemporaneità.